Yoga retreats

Perché uno yoga retreat

Oggi vi voglio raccontare perché amo profondamente gli yoga retreats e perché vorrei continuare a renderli parte del mio lavoro e quindi della mia vita.

E siccome credo che le buone prassi e le energie positive siano più semplici da veicolare naturalmente, spero davvero di saper trasmettere questo mio entusiasmo a chi mi legge e a chi incontro ogni giorno.

Chi mi conosce sa che viaggio appena posso, sempre troppo poco rispetto a ciò che vorrei, ma abbastanza per conservarne i benefici per un po’ di tempo, al rientro.

Tutte le volte che sono partita, per lavoro, per piacere, per raggiungere amici o solo per la voglia improvvisa di fuggire e scappare sulla neve o con i piedi sulla sabbia, in questi miei viaggi ho coniugato un sacco di cose:

  • il desiderio di partire
  • il prendermi cura di me
  • la libertà e il respiro amplissimi
  • la voglia di incontrare i colleghi con cui collaboro e che ora sono cari amici
  • la ricerca di nuovi stimoli, luoghi, persone, suggestioni, idee per i miei retreats
  • la gratitudine per ciò che ho vissuto e portato al rientro con me e dentro di me
Vi dico spesso come per me lo yoga sia un percorso, un viaggio: ecco, ogni retreats una tappa, insieme a molto altro, che mi dà tantissimo.
Può farmi fare fatica, ma quella fatica piena di aria e luce e gratitudine, perché restituisce molto più di quanto prende.

E allora vi racconto dei tanti perché dei retreats, e vi aspetto per condividere magari insieme queste mie riflessioni. E non vedo l’ora di ripartire.

Yoga retreats come cure del sé

Lo yoga è prima di tutto un modo di essere, è un prendersi cura del proprio corpo e della propria anima. È una pausa dal quotidiano, che all’inizio ci si regala, e poi presto diventa necessaria, perché parte profonda di noi.

Questa cosa della pratica come scelta di un momento e un luogo per sé stessi ve la scrivo e dico spesso, lo so, ma perché lo considero un po’ il cuore dello Yoga, come percorso personale e di comunità per avvicinarci a noi stessi e agli altri.

È curando e ascoltando noi stessi che potremo “sentire” l’altro e prendercene cura.

Perché è proprio curando e ascoltando noi stessi che potremo -poi- “sentire” l’altro e prendercene cura: frammentare le nostre abitudini consolidate e rompere gli schemi della quotidianità, magari partendo per due o tre giorni lontani dal lavoro, da  casa e dai pensieri, ci aiuta a conquistare una nuova libertà, a respirare e a “vedere” meglio noi e gli altri.

E le mie vacanze yoga, i miei retreats, quelli che sperimento con colleghi e quelli che organizzo per me e per voi, sono l’idea più alta che posso avere di luogo e di tempo come rifugio, per i nostri pensieri e per il nostro corpo, il tempo lento delle conversazioni con sé stessi e con gli altri, e dell’ascolto del silenzio.

Insomma, un regalo, grande, che ci facciamo.

Il luogo del sé e del noi

Il retreat sa essere un luogo altro, rispetto alle quotidianità e alle abitudini di ciascuno di noi, ma familiare, perché accoglie, anche grazie allo yoga, la condivisione profonda delle affinità e delle passioni, e quindi il senso di comunità.
Un luogo sociale e dello stare insieme, non solo della pratica ma dell’esperienza di ciascun partecipante, pur con i propri spazi e tempi personali.

La conoscenza tra persone che condividono le stesse passioni, tra cui lo yoga, la meditazione e i luoghi speciali, ha lo straordinario potere di far sì che il legame tra corpo e mente diventi più saldo, forte e solido.
Lo stringere amicizia, il condividere tempi simili e diversi (a tavola, di riflessione, di confronto, di gioco) con persone affini è un toccasana per il nostro benessere psicofisico, e il corpo vive tutto questo anche di riflesso.

Durante i soggiorni dei retreats il tempo rallenta, il tutto è dilatato e si fa culla per conversazioni rese più intime dalla condivisione di ogni momento.

Pratica Yoga con Ilaria Zinzani: perché uno yoga retreat

Un’esperienza per tutti: dalla conoscenza alla crescita

I miei retreats sono un’esperienza realmente adatta a tutti, sia ai principianti e sia ai praticanti più esperti.

Per i primi sarà l’opportunità per muovere i primi passi in questa disciplina, per avvicinarsi allo yoga nel modo migliore, grazie alla continuità di più giornate sui tempi dilatati e all’ambiente informale e amicale, per prendere confidenza e comprenderne maggiormente i benefici.

Per gli allievi con più consapevolezza sarà un modo diverso per migliorare in modo intensivo la pratica yoga, grazie all’esercizio costante e alla concentrazione facilitata dai luoghi, dalla pratica regolare più volte al giorno e dai ritmi lontani dalla quotidianità frammentata.

Praticare 3-4 ore al giorno, e magari anche di più, permette di approfondire, insieme, aspetti e sensazioni che non si conoscevano, più difficili da raggiungere con la pratica ritagliata tra il lavoro e le proprie abitudini.

Un giorno di immersione in un retreat può regalare quanto un mese di incontri brevi e distanziati, per quanto regolari e costanti.

Per questo una vacanza yoga è un’esperienza diversa, totalizzante, capace di aprire la mente e far respirare, profondamente, il nostro corpo, restituendo benefici duraturi nel tempo, anche una volta rientrati al lavoro e alla vita consueta.

La bellezza delle terre (e la bontà del buon cibo)

Chi mi conosce sa che viaggio appena posso, sempre troppo poco rispetto a ciò che vorrei, ma abbastanza per conservarne i benefici per un po’ di tempo, al rientro.

Chi mi conosce sa anche che in tutti i miei viaggi, e quindi anche per i miei retreats, prediligo ambienti capaci di riservare relax e quiete, dove poter cogliere il massimo beneficio dalla pratica e dalla meditazione. Ma scelgo anche i luoghi che abbiano il fascino della genuinità, perché ancora lontani dai circuiti turistici di massa nonostante la profonda bellezza. Mi piace scoprire e guidare, mettere a disposizione la mia esperienza di viaggiatrice e insieme quella di insegnante della disciplina che ho scelto, che abbiamo scelto.

Infine chi mi conosce sa che non posso stare lontana dal buon cibo, per cui dove andremo sarà sempre un luogo che valorizza la cucina tradizionale del posto, in modo sostenibile ma sempre molto, molto gustoso!

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